Benvenuto

Come nasce “AlKéMia”

L’alchimia è arte della trasformazione di sé.

Un tempo l’alchimista era colui che cercava di trasformare i metalli vili, come il piombo, in oro. È chiaro come questa pratica in verità alludesse ad altro. Gli alchimisti non si mostravano per preservare le loro conoscenze da quanti erano ancora impreparati a comprenderle. Lavoravano all’interno dei loro laboratori, dove sperimentavano formule, arricchendole con conoscenze universali al fine di giungere alla Verità. Le trasmutazioni alchemiche hanno molto a che fare con qualcosa di assai più vasto e sfuggente, ossia l’arte della trasformazione del Sé, una trasformazione interiore che si verifica nell’intimo dell’alchimista.

Ermete Trismegisto, che compie il matrimonio mistico tra Sole e Luna (Viridarium chymicum di Daniel Stolz vol Stonzenberg, 1624)

Il lavoro dell’alchimista di un tempo è quello del risvegliato di oggi.

Simbolo molto antico, presente in molti popoli e in diverse epoche apparentemente immobile, ma in eterno movimento, rappresenta il potere che divora e rigenera se stesso, l’energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, la natura ciclica delle cose, che ricominciano dall’inizio dopo aver raggiunto la propria fine. Simboleggia quindi l’unità, la totalità del mondo, l’infinito, l’eternità, il tempo ciclico, l’eterno ritorno, l’immortalità e la perfezione.

Durante il processo di trasmutazione dal piombo in oro, l’individuo vive un processo di consapevolezza graduale che lo porta a comprendere la Verità. Tramite la “notte oscura dell’anima”, una fase di passaggio malinconica e difficile, spesso indispensabile per rinascere, la dissoluzione della materia intesa come realtà percepita, preconcetti, giudizi, esperienze, programmi mentali e molto altro, dà l’avvio ad una crescita spirituale, in cui il vecchio “Sé” si dissolve per lasciare spazio al nuovo Sé, una personalità integra, consapevole e cosciente.

Il processo alchemico avviene a livello sottile, invisibile, una pratica che conduce l’adepto a staccarsi dal possesso e dalla proprietà, fino a vedere la propria anima (il “Sé” di C.G. Jung) come il luogo dove trasmutare ogni contenuto interiore, ogni illusione e pensiero. Solo così l’uomo, ormai non più solo uomo, può giungere alla pienezza del proprio Essere.

Il processo alchemico è quindi il Risveglio. Risvegliarsi significa “destarsi dal sonno”, da quello stato di incoscienza che coinvolge corpo e mente, fino a portarci ad una liberazione, una comprensione piena di sé stessi e di ogni sfumatura della propria esistenza. Nell’esperienza terrena, i pensieri e le emozioni con cui ci identifichiamo, allontanano il nostro Essere dallo scopo per cui si è incarnato, il Risveglio è quindi l’evento più importante che ci possa accadere da un punto di vista spirituale. È un processo di Rinascita, non accade da un giorno all’altro, comincia internamente e si protende verso l’Alto, come aspirazione, ritorno al Divino.

La corona è Keter, i due angeli sono Binah e Chokhmah. La testa dell’uomo è Geburah, la sua base Hod, mentre alla donna corrispondono Chesed e Netzach; Tiferet è posta dove le loro mani si incontrano e si intrecciano. Ercole è Yesod, ed è significativo che a Malkhut, sephirah del regno, corrisponda lo stemma araldico. Il Sole è l’Ein Sof, il Dio ineffabile e non manifestato.

Quando si è vicini al Risveglio, si attraversa una vera e propria crisi di identità e si comincia a comprendere di essere vittima di un’illusione. La consapevolezza sempre maggiore, di essere molto di più di quello che crediamo, invita a sondare domande come: “chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, qual è la nostra missione?”. Attraverso il costante lavoro personale ed interiore, l’osservazione di noi stessi e delle nostre esperienze, aumenterà questo sapere e allargherà il nostro orizzonte. Non appena si entrerà nel processo di risveglio, mente e corpo cominciano a tornare allo stato di vera coscienza spirituale e solo allora ci si renderà conto di aver sempre vissuto da “addormentati”.

La tavola conclusiva rappresenta l’innalzamento del sapiente al cielo, dove viene coronato. A terra rimane il corpo di Ercole, emblema della forza bruta che viene sconfitta dallo spirito. I dettagli apparentemente incomprensibili della corda e della scala sono rivelati nella raffigurazione precedente. Keter (chakra corona), è la sommità dell’Albero della Vita della Cabala. Potrà sembrarvi un accostamento casuale, ma, se proviamo a sovrapporre alla tavola del Mutus Liber (trattato alchemico del 1677) il diagramma dell’albero sefirotico, l’immagine svela il suo senso nascosto.
Cosa accade quando ci risvegliamo?

Il Risveglio porta nuove energie e un nuovo stile di vita. Credenze e limitazioni mentali si sgretoleranno, lasciando il posto a curiosità e ricerca. Si presenteranno sincronicità ed opportunità inaspettate, si conosceranno ed accetteranno i lati ombra per essere trasmutati. L’interesse alla sola materialità lascerà il posto allo spazio interiore. La solitudine non spaventerà più e darà spazio al silenzio e alla pace mentale. Le amicizie si sceglieranno con cura e per risonanza. Nasceranno nuovi interessi. Si percepirà la fusione al Tutto, aumenteranno sensibilità ed empatia, facendo sentire di più e pensando molto meno. Ciò che un tempo era problema, disagio, crisi, diventeranno punti di partenza per la comprensione e il cambiamento.

Ho creato AlkéMia per offrirti uno spunto da cui partire. Personalmente facilito il benessere autentico, l’espressione dei talenti e la gioia.
Ovunque tu ti trovi, se sei qui è perché il tuo cambiamento è già iniziato. Puoi dissolvere i tuoi blocchi e farne una forza creatrice.