
Sabato i miei figli percorrono una strada mai fatta prima per recarsi in un posto noto. Decidono così, all’improvviso. Tre amici, tre bici. A mio figlio arriva un messaggio sul telefono. Si ferma per leggerlo. Accosta, abbassa lo sguardo e… scorge un piccolo gattino sul ciglio della strada. Sono a 2km da casa. Lo salvano. Un amico prende il micetto stremato e con gli occhi chiusi e lo poggia sul petto. Sale dietro la bici di mio figlio. L’altro mio figlio guida la sua e porta l’altra prendendola per una manopola del manubrio. Mi chiamano per raccontarmi ed avere aiuto. Attivano le prime cure mentre io chiamo un volontario Oipa. Hanno intanto sistemato il micetto al caldo, nella cuccia di un nostro cane, con dei panni. Gli danno dell’acqua con siringa e del tonno, pressato con le dita e portato accanto alla bocca. Riesce ad alimentarsi, sempre con gli occhi chiusi e tremando un po’. Intanto il volontario Oipa fa il lavoro a metà, passa la notte e metà mattinata. Mi attivo e Giulia, che si occupa dei micetti fragili, mi dice di portarglielo. Carichiamo il piccoletto in auto e percorriamo 30 km. Lei verifica lo stento, la disidratazione, l’anemia. Gli apre gli occhietti. Lui la fissa, lei gli ha già trasmesso la forza di farcela. Lo lava con amore, inizia a togliergli i vermetti che escono dalle sue parti intime. Lo disinfetta. Lo nutre e oggi andrà dal veterinario. Forse ce la farà. Noi abbiamo fede in lui. E ho fede nello spirito. 𝑬 𝒕𝒖 𝒉𝒂𝒊 𝒇𝒆𝒅𝒆 𝒊𝒏 𝒕𝒆, 𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂? Perchè questo dopo le costellazioni che ho condotto venerdì sera? Perchè la frase di una donna, nel movimento interrotto col padre, riecheggia nel mio cuore: “𝑻𝙪 𝙢𝒊 𝒉𝙖𝒊 𝒓𝙤𝒗𝙞𝒏𝙖𝒕𝙤 𝙡𝒂 𝒗𝙞𝒕𝙖. 𝑬 𝒂𝙣𝒄𝙝𝒆 𝒎𝙞𝒐 𝒇𝙧𝒂𝙩𝒆𝙡𝒍𝙤 𝙚̀ 𝙢𝒐𝙧𝒕𝙤 𝙥𝒆𝙧 𝙩𝒆!” Queste sono le nostre immagini interiori. Ciò che ci impedisce la felicità e la realizzazione. Quello che ci raccontiamo per sopravvivere. Mentre la nostra vita scorre tra le mani. Ci sfuggono così le seconde possibilità e quella mano tesa in grado di portarci a sanare quel legame spezzato, a ricostruire quel vecchio ponte rotto. E ho visto il micetto aggrapparsi alla mano dei miei figli, e quella bambina ferita cercare l’abbraccio e l’amore di un padre congelato in un dolore di altri padri assenti, continuare a cercarlo in uomini altrettanto assenti. E come diceva Hellinger: “𝙨𝒊 𝒂𝙥𝒑𝙧𝒐𝙙𝒂 𝒂 𝒄𝙞𝒐̀ 𝒄𝙝𝒆 𝒔𝙞 𝙧𝒊𝙛𝒊𝙪𝒕𝙖”. E quella bimba, rifiutando il padre, veniva rifiutata dagli uomini che lei voleva amare, per amare se stessa e il suo papà. Per amore, un amore cieco che non vede l’altro ma che vuole salvarlo, togliendogli dignità e responsabilità, volendo noi riempire le nostre mancanze. Ma l’accettazione è fondamentale per la guarigione interiore e l’evoluzione. La vita è sacra. Ci viene da molto lontano. Ci viene prima della madre e del padre. È dello spirito. E quel micetto ci si è aggrappato. In un piano sottile che ha portato i miei figli su quella strada. E io non so se la madre è morta, lo ha abbandonato, si è perso o altro. So solo che lo spirito ci dà seconde possibilità. La felicità è davanti, diceva Bert. Ed è così che dovremmo vivere. Cogliendo l’amore dello spirito che ci conduce su nuove strade, con la forza alle spalle del nostro passato! 𝕀𝕠 𝕙𝕠 𝕗𝕖𝕕𝕖 𝕚𝕟 𝕢𝕦𝕖𝕝 𝕞𝕚𝕔𝕖𝕥𝕥𝕠. 𝔼 𝕥𝕦 𝕙𝕒𝕚 𝕗𝕖𝕕𝕖 𝕚𝕟 𝕥𝕖, 𝕟𝕖𝕝 𝕥𝕦𝕠 𝕤𝕡𝕚𝕣𝕚𝕥𝕠 𝕖 𝕟𝕖𝕝𝕝𝕒 𝕧𝕚𝕥𝕒?Grazie alla Vita. Grazie allo spirito. Grazie ai miei figli. Grazie al micetto. Grazie a Giulia. Grazie alla donna che, nel suo movimento con il padre, ha guarito anche me, anche noi, in questo viaggio di rinascita.

29 maggio 2025 – Che poi non si dica il contrario! 𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 é 𝒖𝒏𝒂 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒆𝒍𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆. Bert ha scoperto gli ORDINI DELL’AMORE (Appartenenza, Gerarchia e Compensazione). Mio figlio è un gemello superstite. In questa storia ci ho visto anche il suo voler dare riconoscimento e posto al gemello scomparso (appartenenza e gerarchia). E oggi sento Giulia, che si sta prendendo cura del micio e mi dice: “Io voglio chiamarlo Bert, non ti sembra meglio?” Certo rispondo. Bert è fichissimo!
Giulia non sa di Hellinger ma la coscienza si!
3 giugno 2025 – A causa di ulcere agli occhi, Bert è stato sottoposto urgentemente ad un intervento chirurgico di autotrapianto, detto graft congiuntivale peduncolato. Gli è stato prelevato del tessuto congiuntivale (la membrana che riveste la superficie dell’occhio) da un’area sana ed è stato utilizzato per coprire la lesione corneale, sostenuto da un peduncolo che permette la vascolarizzazione e la guarigione. Molti hanno partecipato alla raccolta fondi e ciò ha permesso di sostenere l’operazione ed alleviare il fondo di Gino Meraviglia, affinchè ci sia sempre chi, come noi, crede nella vita, nell’amore, nello spirito e nelle Seconde possibilità!



30 giugno 2026 – Grazie all’intervento agli occhi, Bert ha recuperato la vista per quello dx mentre il sx è stato asportato, a causa di seria problematica. Il medico che ha effettuato l’intervento ci aveva informati che avrebbe fatto il possibile date le condizioni, per cui vederlo muoversi, giocare, correre e saltare con un occhietto ci dà molta gioia, poteva perderli entrambi. Bert è il nostro Re Pirata, un simbolo di solidarietà, collaborazione, cooperazione, amore che ci ha uniti tutti in un unico abbraccio d’aiuto e di sostegno. Bert non ha mai mollato la vita e noi siamo felici di aver contribuito alla sua Seconda Possibilità. C’è già chi lo vuole adottare e lo sta solo aspettando appena avrà finito le cure amorevoli di Giulia.
Bert ti auguriamo il meglio! Sei nel nostro cuore.
2 agosto 2025 – Oggi mio figlio compie 14 anni ed il micio recuperato allo stremo delle forze ed in fin di vita, amorevolmente accudito da Giulia, è stato adottato. Un regalo speciale per Mattia ed un regalo speciale per Bert, che entra nella sua famiglia umana. Sicuramente riguarda il tema del gemello superstite, ne sappiamo qualcosa! Un grazie di cuore a quanti hanno partecipato a questa storia di solidarietà, di aiuto e di amore. E buona vita nuova Bert, te la meriti tutta!

