“Mia figlia è infelice. Non esprime mai gioia per nulla e ora frequenta un ragazzo che non la rispetta, la controlla, che è geloso e la vincola nella sua vita. Sono successe delle cose che non ci consentono di stare tranquilli e temiamo molto per la sua incolumità…”.

Invito così la madre a fare una costellazione. La disarmonia che i famigliari vivono produce tensioni, liti e malesseri. Appare evidente che la figlia voglia indicare qualcuno che manca nel sistema. Bert Hellinger, padre delle costellazioni familiari, sistemiche e spirituali, ha individuato i tre ordini dell’amore, regole secondo cui l’amore fluisce libero all’interno della famiglia, se vengono rispettate. È chiaro che in questa famiglia c’è un disordine. Prendo due rappresentanti che si dispongono nello spazio. Chi rappresenta Stella, la figlia, si allontana subito dal centro della sala e si dirige verso una finestra, cercando qualcuno con lo sguardo, in lontananza e dando le spalle all’altra persona. La donna che ho scelto rappresenta chi o cosa guarda Stella. La donna è molto triste, della stessa tristezza di cui la madre di Stella mi ha parlato. Ha gli occhi persi, è sconfortata. Tiene le mani sulla bocca e ciò mi fa pensare ad un non detto, un segreto, un fardello di cui si sta facendo carico da molto. Stella non si gira mai, tiene sempre lo sguardo fisso alla finestra e ogni tanto alza la tenda, si piega un po’ su sé stessa per cercare qualcosa o qualcuno oltre l’orizzonte. I movimenti dello spirito sono lenti ma inesorabili. Attendo. Attendiamo. Cambia la temperatura nella sala, e arriva qualche brivido, il freddo. Inserisco il giovane che sta frequentando la figlia, pur sapendo che lui è solo una pedina specchio affinché qualcosa di più grande sia visibile a tutti. Metto anche la madre di Stella. La figlia prova subito fastidio, nervosismo. Dice di sentirsi giudicata, che lei non va bene a nessuno… Ed ecco che si apre una via di osservazione ed una percezione si fa strada in me. Domando alla madre, seduta in sala: “Tua madre (la nonna di Stella) aveva auto un grande amore prima di tuo padre?”. La madre si commuove. Gli occhi si fanno lucidi… “Si, non ha potuto stare con lui perché la nonna (sua madre) non voleva. Ed è un po’ quello che è successo a me con mia madre, che non voleva frequentassi quel ragazzo…”. Inserisco nel campo questo primo amore della nonna di Stella. A fatica la rappresentante si gira. Tutto è congelato. La nonna si muove lentamente, quasi risvegliata da un incantesimo. La nipote è incerta, guarda dalla finestra e poi indietro a quest’uomo. Teme, non sa se fidarsi. Il dolore è palpabile. Cosa stava indicando Stella con il suo modo di essere e di agire? Il grande escluso di questa storia. L’ex partner della nonna. Hellinger ci dice che il 1° ordine dell’amore è l’Appartenenza, secondo cui tutti i membri di una famiglia hanno lo stesso diritto di farne parte, indipendentemente da ciò che hanno fatto o non fatto e indipendentemente dal fatto che siano vivi o morti. Lucio, l’ex amore della nonna, era stato allontanato e dimenticato, ma non da Maria, che ne conservava il ricordo gelosamente nel suo cuore. Chiara, sua figlia e madre di Stella, conosceva un tratto di questa storia. Chiedo se sia ancora vivo, Lucio. “No, è morto anni fa. Come è morto il mio primo amore da cui anche io fui allontanata”. Chiara ora è felicemente sposata con Riccardo, da cui sono nati Stella e Matteo ma anche lei aveva vissuto questa separazione ingiusta e un po’ di sofferenza, mista a lacrime e nostalgia, riemerge davanti la scena che sta vedendo. La figlia si è fatta carico del dolore della nonna, e anche un po’ di quello della madre, e per fedeltà familiare sta mostrando dove il flusso d’amore si è interrotto. Il doppio spostamento, nonna-nipote, indica Lucio. La rappresentante di Stella si gira e dice: “Mi pareva proprio di guardare il tavolo all’interno di un obitorio”. La rappresentante della nonna, Maria, avanza qualche passo lento verso Lucio. Lucio guarda con amore Stella e Maria. Finalmente il primo amore viene raggiunto in questa dimensione in cui lo spirito mostra che nessuno può essere escluso dal sistema, nessuno può essere lasciato indietro. Il sistema familiare è come un grande cerchio che non accetta vuoti. La coscienza collettiva, agendo su Stella, ha vigilato sull’appartenenza di tutti gli individui al gruppo e compensa qualsiasi torto subito dai predecessori. Questa coscienza, che non viene percepita dall’individuo, si prende cura degli esclusi finché essi non trovano un posto nei nostri cuori. Gli esclusi, infatti, non scompaiono mai veramente e trovano un modo per tornare, per farsi sentire, spesso attraverso le vite e i destini di coloro che vengono dopo e che qui abbiamo visto agire attraverso l’Amore cieco di Stella e l’irretimento, ossia l’identificazione inconscia con sua nonna. Dopo il delicato e caldo ricongiungimento con Maria, Lucio avanza verso Stella che fatica a stare in piedi, sopraffatta da una stanchezza che ha attraversato anni di silenzio e sofferenza. Stella si siede. Deve respirare, con calma. La delicatezza delle movenze, delle espressioni, è carica di emozioni. Respiriamo. Tutti. Finalmente Lucio è tornato. Lucio può essere visto. Può essere ricordato. Lui appartiene, perché al sistema appartengono anche gli ex partner dei nostri nonni, non solo dei nostri genitori. Grazie al loro essersi messi da parte, quindi al loro sacrificio, la discendenza ha potuto manifestarsi. Va dato il posto che meritano. Il giusto posto, la giusta posizione. Dove giusto significa in ordine di venuta, come spiega Hellinger, nel secondo ordine dell’amore, la Gerarchia. Il ragazzo frequentato da Stella è sempre rimasto marginale alla scena. Stella non lo ha mai guardato. Chi lo rappresenta sa di non aver nessuna importanza e non mostra interesse per Stella. Il suo compito era solo quello di rendere impossibile un amore per Stella, come impossibile era stato l’amore di sua nonna. La nipote doveva solo esser infelice. Come infelice era stata la nonna e per un breve tratto anche sua madre. Il sistema ora è in equilibrio. Ci ha mostrato che ogni storia, ogni persona, ha un valore e un peso che non può essere ignorato. Adesso l’amore di Stella è un amore consapevole, non più cieco. Può vedere l’altro e riconoscerne la grandezza. Una grandezza non solo per l’ordine di venuta ma perché ognuno porta su di sé il proprio destino, come diceva Hellinger. Quando includiamo “chi manca” diciamo nel nostro cuore: “Io ti vedo, ti riconosco, hai un posto tra noi”, così restituiamo dignità a chi l’ha persa e creiamo spazio per un libero fluire nella nostra vita.

Il giorno dopo la costellazione, Chiara, la madre di Stella, mi dice di esser andata in cimitero con sua madre, a portare un saluto e un fiore sul luogo di riposo dei loro ex partner. E lì lo spirito ha fatto il resto. La nonna di Stella si è liberata di un grande peso che portava da oltre 60 anni, raccontando alla figlia degli abusi subiti quando era una piccola bambina. Lei che non sapeva cosa fosse l’amore, lei che non riusciva più a fidarsi degli uomini, lei che aveva perso l’innocenza e aveva visto i suoi sogni infrangersi senza potersi confidare con nessuno. Ora tutto era limpido. L’amore a cui aveva dovuto rinunciare due volte, da bambina e da ragazza, aveva lasciato il posto ad un grande vuoto e un’infinita tristezza. Quella tristezza che abitava dentro Stella e che grazie a questa rivelazione, oltre al ritorno di Lucio in famiglia, poteva dare una nuova opportunità a queste donne. Ora Chiara vede con occhi diversi sua madre e sua figlia. Ha capito molte cose. Si sente più serena. A questo conducono le costellazioni, alla riconciliazione. Lo spirito ci mostra la via. Sta a noi seguirla con fiducia per vivere meglio con ciò che abbiamo. Non è possibile cambiare il passato, ma possiamo farne una forza. E la forza di questa famiglia, ora, è l’amore che è tornato a fluire liberamente.
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